Marketing 2.0

Spesso alla domanda “Qual è il ROI del ?” viene da rispondere chenon c’è, o almeno non è calcolabile. Nonostante la parola, fare MARKETING sui social mediariguarda più le  online e il  che la pubblicità. Anzi, le aziende che iniziano a fare  con un approccio “banner-like” che pensano basti “farsi vedere” e piazzare bandierine sui  per vendere di più, inziano col piede sbagliato e spesso falliscono il loro scopo.

L’obiettivo primario che si pone il  non è direttamente vendere di più, ma guadagnare brand-reputationbrand-engagement, in seguito a un rapporto discambio continuo e proficuo con i propri clienti sui Social Media (fatto di ascolto, relazione e azione). Sentirsi parte di una comunità e vivere esperienze di acquisto positive trasforma infatti i propri clienti nei migliori ambasciatori della marca: VENDERE diventa una CONSEGUENZA dell’acquisizione di reputazione e fedeltà, frutto del  (o buzz) che in rete trova spazi e potenzialità molto più ampi di quelli offline. Nulla a che vedere insomma con la pubblicità.

Guadagnare reputazione e la fedeltà dei clienti, creare affinità verso il brand o l’azienda, richiedono però non solo soldi ma soprattutto tempo, visto che occorre costruire un rapporto. Per questo gli obiettivi e i risultati del  sono verificabili a medio-lungo termine (non a breve come una campagna di ) e hanno a che fare più con la qualità che con la quantità. Tutto ciò ovviamente rende difficile un calcolo del ROI, ilreturn of investment che utilizza metriche tipiche della pubblicità e della vendita e che necessita di un nesso causale diretto: quanto ho incrementato le mie vendite a fronte di un investimento in pubblictà e ?

Detto questo, è altrettanto chiaro però che un’azienda non spenderà mai del denaro senza avere una chiara idea dei risultati che può ottenere, di qualunque natura essi siano. Ledomande che in tanti si pongono ancora, essendo una disciplina piuttosto giovane, iniziano ad avere delle risposte:

  • Olivier Blanchard (ripreso anche da Mashable e dal Cdms), prova a definire nuove metriche più adatte a questo tipo di azione di marketing
  • Jon Cockle spiega come sia possibile misurare le azioni di SMM
  • Nathan Gilliatt descrive i modelli proposti di 3 diverse agenzie: qui la traduzione in italiano
  • Socialnomics ci fornisce invece ben 33 esempi di ROI tangibile calcolato.

Di seguito video e presentazione assolutamente da non perdere, ottimi punti di partenza per costruire un modello utile a chi vuole investire sui Social Media: chissà se potrà essere un modello “UGC”, costruito e arricchito progressivamente da esperti in ? Siamo solo agli inizi ma sono sicuro che sull’argomento vedremo sempre più voci e materiale (anche su Socialware!).

 

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